Uno dei problemi più grossi che vedo quando entro in un locale è rappresentato dai menù chilometrici, pieni di piatti di ogni tipo.
L’idea che guida questa scelta è sempre la stessa.
Eh già, perché il ristoratore medio pensa: “Più piatti metto, più clienti accontento”.
Peccato che, quando poi vado ad analizzare i dati, la realtà è un’altra:
- Tanti piatti non vengono nemmeno ordinati
- Alcuni hanno ingredienti dedicati che compri solo per comporre quelle portate
Risultato?
Sprechi su sprechi.
Magazzini pieni di roba che scade, ingredienti che butti via, e costi che schizzano alle stelle senza nemmeno accorgertene.
I ristoratori più svegli usano gli stessi ingredienti per più piatti, così non devono comprare prodotti “dedicati” per una sola ricetta.
E questo diciamo che è già un passo in avanti.
Ma c’è un modo ancora più efficace per ridurre gli sprechi in cucina: limitare la scelta del cliente.
Con la terza fase del mio metodo Profitto in Pugno – denominata Coperto Strategico – guido il cliente verso una mirata scelta di piatti… quelli pensati per avere più margine e meno sprechi.
Così facendo, nel 70% dei casi, i clienti scelgono proprio quelli.
Di conseguenza, se il tuo magazzino è stato “studiato” per comporre quasi esclusivamente quei piatti, gli sprechi crollano.
Non avrai più il frigo pieno di roba che scade…
… non sarai più sommerso da ingredienti comprati “per sicurezza” e poi buttati…
… e, soprattutto, non butterai via più i soldi.
Il problema è che il ristoratore medio non ci arriva e si ostina ad avere un menù lunghissimo.
Poi si ritrova con bidoni pieni di umido o, peggio, per non buttare via gli ingredienti avanzati, prova a reinventarli.
Polpette, polpettoni, ragù improvvisati…
Ecco, quando li prepari credi che la gente non se ne accorga.
Magari trovi quello inesperto che li prende senza pensarci, ma ti assicuro che la maggior parte delle persone capisce al volo che stai “ripulendo il frigo”.
In questo modo perdi credibilità e identità.
Eh sì, perché un conto è un fuori menù studiato, come un polpo gratinato o un piatto speciale del giorno che si capisce essere fresco e unico…
… un altro è una lista infinita di “ricette di recupero” che sanno tanto di toppa.
Quello che devi fare, quindi, è smetterla di avere tanti piatti solo perché pensi che questo ti permette di soddisfare tutti.
La verità è che più scelta dai, più mandi in confusione le persone.
È quello che gli psicologi chiamano paradosso della scelta: di fronte a troppe opzioni, ci blocchiamo, impieghiamo più tempo a decidere e, spesso, finiamo per ordinare la cosa più banale… o addirittura sentirci meno soddisfatti dopo aver scelto.
Mai sentita dire la frase : “Non sono convinto di quello che ho scelto, speriamo sia buono…”
Con Coperto Strategicoelimini questa confusione: limiti la scelta a pochi piatti, li rendi irresistibili con la comunicazione visiva, e guidi il cliente verso ciò che vuoi davvero vendere.
Così riduci gli sprechi, migliori l’esperienza del cliente e… aumenti i tuoi margini.
Ricorda: quando hai un ventaglio troppo ampio di scelte, la confusione la vedi chiaramente in sala.
Non a caso, il campanello di allarme più evidente di un menù che non funziona è quando i clienti si guardano in faccia e si chiedono:
“Tu che hai preso? E tu? Che prendi?”
Questo è un segnale chiarissimo che il menù non ha convinto nessuno… anzi, ha creato confusione.
E quando un cliente è in confusione, cosa fa?
Si affida all’amico, si convince guardando quello che hanno scelto gli altri… oppure chiede tempo al cameriere:
“No, dacci ancora un minuto che non abbiamo deciso”.
Sai quante volte ho visto scene di questo tipo?
Quando questo si verifica:
- I camerieri si spazientiscono
- La cucina si ingolfa perché arrivano gli ordini tutti insieme
- I clienti sono già un po’ stressati prima ancora di assaggiare qualcosa
Con un menù fatto bene, invece, tutto questo non succede.
Infatti, se è studiato per convincere di pancia, il cliente sceglie subito le cose più deliziose, tu margini di più e tutti sono più contenti.
Questo è esattamente ciò che fanno i miei materiali di vendita visiva.
Così al tavolo non senti più:
“Dacci ancora un po’ di tempo…”
Ma solo:
“Sì, abbiamo scelto!”
E la differenza, credimi, la noti a fine giornata nei numeri del locale e nell’umore della cucina.
Come vedi, quindi, ridurre gli sprechi è una questione di metodo: un menù studiato, un magazzino ottimizzato e una comunicazione visiva che guida le scelte dei clienti possono cambiare radicalmente i tuoi numeri.
Con la mia Analisi Strategica Visiva analizziamo insieme il tuo locale, scopriamo dove stai buttando soldi senza accorgertene ma soprattutto…
… ti mostro come ridurre gli sprechi e aumentare i margini.
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