Chi sono

Dove tutto è iniziato

Prima che ci fossero menù strategici, brand identity e altri strumenti di vendita…

… c’erano i sabati sera a Stia… c’era Sakagiawea.

Avevo vent’anni e l’unico marketing che conoscevo era questo: fare in modo che 300 ragazzi guidassero fino a un paesino sperduto nel Casentino per degli eventi, delle feste a tema (da qui il nome Sakagiawea).

E funzionava. Ogni volta. Organizzavo, promuovevo, allestivo, incassavo.

Non sapevo ancora che un giorno avrei parlato di vendita visuale, ma già allora avevo capito una cosa: la gente sceglie con gli occhi e spende quando percepisce valore.

Dopo le feste a Stia, all’età di 23 anni, ho iniziato a gestire diversi bar in località esclusive come Forte dei Marmi… una palestra dove ho imparato la lezione più importante: non è il prodotto, da solo, a vendere… è il modo in cui lo presenti.

Poi la svolta. A 25 anni ho cambiato tutto: ho appeso lo shaker al chiodo e ho preso in mano il blocco degli ordini passando a fare il venditore.

Sono entrato in Prinz e, nel giro di pochi anni, ho trasformato un portafoglio clienti da 250.000 euro in un fatturato da 1.900.000 euro l’anno.

Non perché fossi più bravo degli altri eh, ma perché vedevo cose che gli altri non notavano: un menù sbagliato, una carta delle birre incoerente con l’identità, un’insegna non adatta al locale.

E quando impari a vedere queste cose, inizia il vero lavoro sul campo.

Nel frattempo investivo in formazione: comunicazione, marketing, strategie.

Non studiavo per salire in cattedra, studiavo per essere più utile ai locali che seguivo. Più veloce, più preciso, più strategico.

Nel 2018 ho fatto il primo esperimento di quello che sarebbe diventato Coperto Strategico: al Bowling Valdera, le tovagliette hanno iniziato a parlare, a vendere, a far guadagnare. Il resto è arrivato da sé.

Nel 2019 ho fondato ufficialmente l’azienda insieme a Fabio e Alessandro – il primo esperto in menù engineering, il secondo in design grafico. 

Con loro, ogni giorno trasformiamo ciò che sembra di contorno in ciò che porta fatturato. Perché nella ristorazione, l’immagine vende. Sempre.

Osservo e analizzo i locali e faccio in modo che vendano davvero

In questi anni ho visto decine, centinaia di locali.

E ti dico una cosa: il problema non è mai la qualità della cucina.

Il problema è che il cliente entra, guarda il menù, l’ambiente, l’insegna, le grafiche… e non capisce cosa stai vendendo davvero.

A volte è tutto troppo confuso…

A volte è tutto troppo standard (tipo il menù in stile “lista della spesa)…

… e quasi sempre è tutto lasciato al caso.

Quindi… cosa faccio? 

Entro nel locale, lo osservo con l’occhio critico di un esperto che è sul campo tutti i giorni…

… e ti mostro cosa sta sabotando la tua vendita.

Può essere un menù sbagliato…

… una selezione di birre incoerente con la tua identità…

… una sala con un arredamento che trasmette un concetto, mentre la tua offerta ne comunica un altro.

Non parlo di bellezza, parlo di coerenza.

Non ti dico “cosa comprare”, ti dico se ciò che stai già usando funziona.

E soprattutto: ti aiuto a vendere meglio quello che hai, con strumenti visivi, chiari e personalizzati.

Ricorda: in un ristorante non è importante solo cucinare bene, ma fare in modo che ogni cliente spenda il massimo che è disposto a spendere (con piacere) e che ritorni nel tuo locale, consigliandoti a parenti e amici.

Il primo specialista nella vendita visuale per ristoratori toscani

Oggi non mi limito a dare consigli.

Entro nei locali, analizzo ogni dettaglio e ti mostro, uno per uno, gli elementi che stanno parlando al posto tuo… ma lo stanno facendo nel modo sbagliato.

Ogni cosa comunica. E se comunica male ti fa perdere margini.

Una birreria con un impianto basico comunica scarsità di offerta, esattamente come una cantina del vino nascosta o una bottigliera arrangiata su una mensola tra pupazzi, fiori finti e soprammobili della nonna.

Anche il design di impianti e frigoriferi parla al cliente: immagina un frigo della Moretti in mezzo alla sala di un ristorante elegante, piazzato lì solo perché “me lo hanno regalato”.

Ecco, sono questi dettagli che possono “distruggere” la percezione del tuo locale (e il tuo margine), ancor prima che il cliente assapori i tuoi piatti.

Perché è la Toscana

Io sono il primo a lavorare in modo strutturato sulla vendita visuale, con un metodo specifico pensato per chi, come te, ha un locale in Toscana e vuole davvero guadagnare di più.

Perché proprio in Toscana?

Perché è la mia terra: conosco gusti, logiche, clientela e dinamiche locali. 

Ad esempio, molti ristoratori mi dicono: “Sì, ma in Toscana è diverso”.

E questo lo ammetto: vendere qui richiede esperienza, sensibilità e strategie su misura.

Io lo so, perché questa è casa mia.

Ecco perché lavoro solo con ristoratori toscani che vogliono distinguersi, crescere e guadagnare davvero.

Quest’anno ho anche pubblicato il libro “I soldi sono nel tuo locale”, una guida pratica per aiutare i ristoratori ad aumentare i margini e a riconoscere cosa funziona davvero (e cosa no) nella comunicazione visiva del proprio locale.

Inoltre, in questi anni sono diventato manager Prinz, un’azienda che ho scelto perché non offre solo un catalogo prodotti, ma ha una visione simile alla mia: supportare i ristoratori anche nel ripensare l’esperienza visiva del cliente.

Ti faccio un esempio banale. Se devi rifare il bancone, Prinz è pronta a investire, perché anche quello è parte della vendita.

Ecco perché non ti parlo di branding da agenzia…

… non ti rifilo soluzioni preconfezionate…

… non ti riempio il locale di frasi motivazionali o numeri astratti…

… non ti dico cosa comprare.

Valuto se quello che stai già usando è coerente con la tua identità, il tuo target, la tua zona.

E, soprattutto, ti porto fisicamente i materiali di vendita: ti basterà metterli davanti agli occhi dei clienti e loro inizieranno a scegliere i piatti a più alta marginalità e a spendere il giusto (anzi: qualcosa in più, ma con soddisfazione).

Cosa accadrà a questo punto? Che tu guadagnerai davvero e loro diventeranno magicamente dei tuoi ambasciatori.

In questo modo, hai la certezza che le persone che hai nel tuo locale abbiano speso il massimo che potevano spendere. E ne saranno felici.

Perché quando esci con un budget e ti alzi soddisfatto, anche se hai speso di più, te ne sbatti.

Ecco, questo è quello che voglio per il tuo cliente e per te.

Il mio obiettivo non è riempire il locale… è farti guadagnare

Ci sono ristoratori che pensano che basti fare il pienone per stare bene…

… che se hai la fila fuori, allora tutto funziona.

Ma la verità è che puoi avere la sala piena e continuare a perdere soldi.

Perché vendi i piatti sbagliati…

… perché la percezione del tuo locale è debole…

.. perché non stai guidando le scelte del cliente: le stai subendo.

Ecco perché oggi faccio questo lavoro: per aiutare i ristoratori toscani come te a riprendere il controllo.

A sbloccare margini che oggi stai lasciando sul tavolo…

… a trasformare la tua identità in un vantaggio competitivo reale.

E lo faccio con un metodo chiaro, visivo, concreto, frutto di anni di lavoro, sudore ed esperienza sul campo.

Lo chiamo Profitto in Pugno.

Perché quando tutto è coerente e orientato alla vendita, i risultati non sono più una promessa… sono un sistema.

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